Montagne e prati, vigne e campi… la Slovenia è uno dei paesi più verdi d’Europa: un manto di foreste avvolge metà del territorio e nei numerosi parchi naturali vegetano rare specie botaniche e si riproducono animali selvatici.
Sovrana è l’acqua, che sgorga dalle sorgenti montane, si dirama in fiumi e cascate, si adagia in laghi cristallini, s’insinua nella pietra e scava un sotterraneo mondo alternativo, oppure emerge in tiepide polle termali, a dare conforto agli umani.
Foto: Ubald Trnkoczy;La raccolta del sale a Sicciole
Litorale e Carso: l’acqua del mare lambisce la breve costa, dove l’Oriente slavo e l’Occidente veneziano s’incontrano nelle fiorite architetture di Capodistria, Isola, Pirano; dà vita a Portorose; crea un mondo a parte nelle paludi delle saline di Secovlje (Sicciole), dove flora e fauna particolari formano un delicato ecosistema, dove gli uomini raccolgono, oggi come mille anni fa, un sale prezioso. Alle spalle della costa incombe il Carso, il frastagliato altopiano pietroso dove la vegetazione è rara e bellissima, la vita dell’uomo e degli animali segnata dalla fatica.
Nella pietraia sopravvive un’isola verde:
Foto: Bobo; Carrozza trainata da cavalli lipizziani
Lipica, il paese dei nobili cavalli bianchi che primeggiano nelle manifestazioni equestri di tutto il mondo. Una visita alla scuderia, una passeggiata a cavallo o in carrozza sono esperienze che non si dimenticano. La meraviglia del Carso sono le grotte, più di 8.000 e molte sono aperte al pubblico. Postojna è la più famosa e un trenino s’inoltra in un labirinto di stalattiti e stalagmiti, lungo stretti corridoi che si aprono in enormi spazi, fra pietre trasparenti e con creazioni fantastiche.
Foto: Arch.Postoinska Jama;Grotte di Postumia: Anguinus
Foto: A. Fevser; Rafting sull’Isonzo
Alpi Giulie: cime rocciose, verdi pendii, fitte foreste segnano l’estremo lembo nord occidentale della Slovenia. Dove nasce la Soca, l’Isonzo, che scorre fino all’Adriatico, in una sequenza di rapide, cascate, brevi bacini, vortici improvvisi. Bovec (Plezzo), Kobarid (Caporetto), Tolmin, Most na Soci (Santa Lucia), Kanal sono ora paesi incantevoli dove si praticano tutti gli sport: canoa, kayak, rafting, deltaplano, parapendio. Ma i nomi dei luoghi, le cappelle, la chiesa di Sant’Antonio che raccoglie le ossa di 7.014 caduti italiani, i percorsi lungo le trincee e il Museo della Battaglia a Kobarid , aggiungono alla bellezza naturale la suggestione di una testimonianza dolorosa ma irrinunciabile.
A est il Triglav, il Monte Tricorno, simbolo della Slovenia, domina il Parco Naturale omonimo, ricco di piante e fiori introvabili altrove, sopravvissuti a epocali mutazioni geologiche.
A valle, il lago di Bohinj, puro e trasparente come il cristallo. Non lontano, ma del tutto diverso, il leggiadro Lago di Bled, alimentato da un’acqua sorprendentemente tiepida, con l’isoletta nel mezzo, il castello sul fianco.
Foto: Peter Lebar; Isola di Bled
Sull’altro versante, Kraniska Gora offre percorsi per ogni tipo di escursione, dalla passeggiata all’alpinismo, alla mountain bike, e d’inverno si trasforma in un candido, variegato tappeto adatto a tutti gli sport, con piste qualificate per competizioni a livello internazionale.
Logarska Dolina: è un viaggio all’indietro nel tempo quello che, seguendo il corso della Savinnja, dalle città di Celie porta in Alta Carniola, nelle Alpi di Kamnik e della Savinjska dalle vette pietrose rigate di neve, dove si diramano alcune fra le più belle valli di origine glaciale dell’Europa montana.
Risalendo dal paesino di Solcava, arroccato sulla roccia con le antiche case e la chiesa gotica della Madonna della Neve, verso la valle di Logar, la Logarska , si estende per 9 Km: terra argillosa e prati verdeggianti nella parte più bassa, boschi circondati da massi scultorei, residui dell’antico ghiacciaio al centro, ancora boschi e morene nell’ultimo tratto, che termina bruscamente davanti alla parete di roccia segnala cascata di Rinka, che precipita da 90 metri d’altezza. Contigua alla Logarska, si dipana la romantica Robanov Kot, dal terreno morenico ricco di fiori, di faggi, di abeti. La terza vallata è l’aspra Matkov Kot, dove ogni primavera lo scioglimento delle nevi genera una cascata che forma un bianco laghetto.
La Pianura: dolcezza del miele e gioia del vino, è qui che prosperano gli alveari popolati da una specie autoctona, l’ape carniola, che si distingue perché più laboriosa e produttiva delle altre. Le viti, diffuse ovunque il clima lo consente, alimentano una produzione ampia e di grandissimo pregio.
Il Collio sloveno, il Carso e la costa vantano, fra i tanti, il Ribolla, il Terrano, la Malvasi. Tra Croazia, Ungheria e Austria si snoda la Strada dei Vini della Drava.
Ma per chi fosse astemio, consigliamo l’acqua purissima che sgorga nel famoso centro termale di Radenci.
Foto: D. Dubokovic; Vino della zona